Vasche di Laminazione: la nostra interrogazione con risposta scritta alla Camera dei Deputati


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Atto Camera: Interrogazione a risposta scritta 4-06871

presentato da PESCO Daniele

testo di  Daniele Pesco, Paola Carinelli, Massimo De Rosa, Davide Tripiedi, Vincenzo Caso, Manlio Di Stefano

Giovedì 13 novembre 2014, seduta n. 331
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 Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.

Per Sapere:
 
Premesso che  nella giornata del 12 novembre 2014 il fiume Seveso è nuovamente esondato arrecando panico tra la cittadinanza milanese e danni a immobili, negozi, uffici, scantinati, portando le proprie acque inquinate addirittura fino alla stazione della metropolitana di Garibaldi FS attraverso la nuova linea metropolitana lilla che paradossalmente ha funzionato come canale scolmatore;
a Milano, la sola esondazione del 2010 del fiume Seveso, con l’allagamento delle stazioni della metropolitana, ha causato danni per 70 milioni di euro; l’esondazione del 7/8 luglio 2014 ha colpito il territorio di 23 comuni diversi, causando danni per 48 milioni di euro; ogni esondazione del Seveso provoca, enormi danni e costi per ripristini e ripulitura delle aree allagate (fonte http://italiasicura.governo.it);
la mancata mitigazione del rischio idrogeologico e la pessima qualità delle acque del Seveso vedono la Lombardia in infrazione europea con 74 milioni di euro di «multe» stimate in arrivo ogni anno dal 2016 per la sola mancata depurazione (fonte Ministero); 
il 20 ottobre 2014 Erasmo D’Angelis, capo della task force di «Italia Sicura» (www.ItaliaSicura.Governo.it) organizzata dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi, ha presentato a Milano, presso l’aula udienze della Corte dei conti, gli interventi contenuti nel «Progetto Seveso per acque pulite e sicure» che intende attuare per la messa in sicurezza del Seveso dal punto di vista idraulico e ambientale. Lo stesso D’Angelis in merito al progetto ha dichiarato «messo a punto tra Milano e Roma dalla Struttura di missione di Palazzo Chigi #italiasicura con l’Assessore al Territorio, Urbanistica e Difesa del suolo della regione Lombardia, Viviana Beccalossi, il Vicesindaco Ada Lucia De Cesaris e l’assessore alla Mobilità e all’Ambiente del comune di Milano Pierfrancesco Maran, il Sindaco di Senago, Lucio Fois, l’Autorità del fiume Po e anche con confronto con il comitato dei cittadini di Senago contro le vasche» (fonte www.ItaliaSicura.Governo.it);
il sito del Governo riporta nella medesima pagina, sempre per voce di D’Angelis «Sulle opere… ci sarà spazio alla partecipazione dei cittadini: verranno fornite informazioni puntuali sui progetti, sui tempi di realizzazione delle opere, sull’impatto che avranno sul territorio, su quali benefici apporteranno e quali manutenzioni saranno garantite»; nella stessa dichiarazione D’Angelis dichiarava: «nonostante striscioni “No alle vasche” appesi a Senago e ricorsi, noi apriamo la stagione dei cantieri», concludendo poi sempre lo stesso D’Angelis «la decisione di iniziare i lavori, con la garanzia di un doppio intervento parallelo, è ormai presa»;
in merito ai costi delle opere sul sito del Governo viene riportato che per il progetto sono pronti 110 milioni di euro. 10 milioni dalla regione Lombardia, 20 dal comune di Milano, i rimanenti 80 da Palazzo Chigi (per voce dell’assessore regionale Beccalossi). Totale 110 milioni di euro, a cui si aggiungono i 9,5 milioni per «l’assorbimento del depuratore di Varedo a quello di Pero» (tra l’altro opera che sul sito è dichiarata «completata nel settembre 2015»). La scheda tecnica della presentazione «cronoprogramma degli interventi di sicurezza idraulica programmati» mostra però un totale di spesa pari a 140 milioni di euro, esclusi i 9,5 per il depuratore;
 le informazioni sopra citate da D’Angelis non risultano agli interroganti essere state condivise in via anticipata con i cittadini dei comuni interessati, che in ogni caso avrebbero potuto definirsi meramente come «informati dei fatti», di certo non coinvolti in alcuna «partecipazione» essendo di fatto il progetto approvato e in fase di attuazione;
l’assorbimento del citato depuratore di Varedo porterà, a detta del Ministero, a una diminuzione degli scarichi nel Seveso del 20 per cento ma sicuramente aumenteranno di egual misura i riversamenti altrove tramite il depuratore di Rho, che grava sul reticolo idrico milanese con eventuali ripercussioni sulla stessa città anche alla luce delle contestazioni intorno al progetto vie d’acqua di Expo;
 al sopra citato incontro, hanno partecipato i portavoce in regione e in Parlamento del MoVimento 5 stelle che in seguito hanno dichiarato: «Come al solito si dà priorità alle grandi opere, alle vasche di laminazione, senza pensare di risolvere il problema a monte e cioè nei comuni che attualmente sversano nel Seveso senza ritegno e senza controllo le acque meteoriche e quelle di uso civile e industriale, che si sommano agli scarichi abusivi, il tutto senza alcun rispetto del principio dell’invarianza idraulica. Le singole amministrazioni locali vanno responsabilizzate e punite nei casi di reticenza. Le direttive europee prevedono che chi inquina deve pagare e sul fiume Seveso in particolare grava la procedura d’infrazione 2009/2034 che viene utilizzata dal Governo per finanziare le grandi opere del movimento terra, con alto rischio di infiltrazioni criminali come nel caso di Expo. Abbiamo presentato le proposte, avallate da professori universitari, alternative alla costruzione delle vasche a Senago. Se venisse data una risposta immediata, come più volte promesso e mai attuato, all’esigenza di depurazione delle acque del Seveso, l’onda di piena che recentemente ha più volte invaso Milano, potrebbe essere ridotta con piccole opere capillari e diffuse e portata in ultima istanza una volta depurate, al Ticino adeguando una piccola parte del canale scolmatore di nord ovest. Non abbiamo nessuna garanzia che la depurazione venga attuata, temiamo per la falda acquifera di Senago che rischia di entrare in contatto con le acque inquinate delle nuove vasche. Il Contratto di Fiume siglato da anni viene ricordato solo a parole. Opere contenute e diffuse, disinquinamento e invarianza idraulica sono i principi sui quali non ammettiamo deroghe»;
non viene data alcuna priorità alla prevenzione di atti illeciti volti allo scarico abusivo di agenti inquinanti nei corsi d’acqua o ai controlli sugli scarichi esistenti, con inasprimento delle sanzioni penali e amministrative per chi inquina;
le informazioni riferite all’incontro, e mostrate ai partecipanti, non trovano raccordo nemmeno tra loro;
i vantaggi derivanti da tali interventi sono ben lungi da garantire la sicurezza per i cittadini di fronte a infiltrazioni falde acquifere, esondazioni, inquinamento dei terreni;
nessuna parola è stata spesa in prevenzione di infiltrazioni della criminalità organizzata in queste opere;
il giorno 14 ottobre 2014 l’Aipo ha assegnato la progettazione per il secondo lotto dell’opera delle vasche di Senago all’Atp (http://www.agenziapo.it) –:
 
 
Se le opere elencate da D’Angelis siano ritenute risolutive del problema inquinamento del fiume Seveso o quanto meno utili per superare in modo completo ed efficiente la procedura d’infrazione 2009/2034 aperta dall’Unione europea a causa dell’inquinamento del fiume Seveso;
se vi sia certezza che verrà avviata una campagna di ricerca e blocco degli scarichi abusivi che altrimenti se non attuata renderebbe vana ogni altra opera, e quali strumenti e strutture verranno interessate per lo svolgimento di questi incarichi e se si intenda appurare, per quanto di competenza, eventuali responsabilità per quanto non attuato in passato; 
se esista e possa essere reso disponibile ai cittadini un unico elenco chiaro degli interventi previsti con una chiara ed esplicita indicazione del costo di ogni singola opera con relativa copertura finanziaria, per una seria analisi;
se non si ritenga opportuno agire nelle sedi competenti al fine di far rispettare sull’asse del fiume Seveso il basilare principio dell’invarianza idraulica in modo da risolvere a monte il problema degli scarichi eccessivi nel fiume stesso;
se non ritenga opportuno assumere ogni iniziativa di competenza affinché la localizzazione delle vasche di laminazione presso il comune di Senago non sia troppo svantaggiosa per lo stesso comune, che tra l’altro non scarica i propri reflui nel fiume Seveso, non ha responsabilità edilizie circa l’eccessiva cementificazione praticata dai comuni che si affacciano e scaricano nel fiume stesso e vedrebbe sovraccaricata dal punto di vista ambientale una sua area attualmente destinata a parco;
di quali elementi disponga la task force di «Italia Sicura» circa lo svolgimento della procedura di esproprio dell’area interessata dai lavori, i relativi costi di esproprio e la loro incidenza sui costi complessivi dell’opera anche in base alle diverse ipotesi indicate nella relazione etatec-aipo redatta nel mese di maggio 2011. (4-06871)
 
 
 

MoVimento 5 Stelle Senago

= Gruppo di lavoro del M5S  “Asse del Seveso” – esondazioni Seveso e vasche di laminazione =
 
 
 
 

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