Un PGT di Minoranza e… ostinatamente per pochi!


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Ebbene, dopo circa 18 mesi dalla delibera di Giunta n.124 del 24/12/2012,  con cui si cominciava l’iter di approvazione, il PGT di Senago , con il consiglio comunale del 9-10-11 giugno scorso,  è stato approvato con il voto favorevole di meno della metà dei componenti del consiglio e aventi diritto al voto:  8 su 17 (Fois, Chiesa, Falci, Sioli, Pellegrin, Lucente, Pacchiotti, Salamone).

Lo chiamiamo PGT di minoranza, inoltre, perché già all’atto di delibera ….”gli assessori Micaela Curcio e Maria Interdonato manifestarono il loro dissenso sul contenuto della presente proposta di deliberazione e abbandonarono la seduta. Il Sindaco mise a votazione la presente proposta di deliberazione; con voti unanimi favorevoli dei presenti: Lucio Fois, Maria Grazia Deponti, Marco Campagner e Elia Zoani .

Subito dopo si iniziò a parlare di “crisi pilotata di Giunta”. Ipotesi che fu spazzata via dalle elezioni del 25/02/2013, dove il M5S con il 26% dei consensi riportò i protagonisti a più miti consigli. Una crisi, se pur pilotata, sai come comincia ma non sai come finisce. Se per “disgrazia” fosse caduta la giunta, si sarebbe prefigurata la concreta possibilità che il M5S, alle conseguenti elezioni, potesse giocarsela o comunque condizionarne pesantemente l’esito.

Rientrata l’emergenza, se ne aprì subito un’altra: il Vice sindaco Curcio si dimise, ufficialmente per incompatibilità normativa (è dirigente al comune di Limbiate), anche se in molti sostenevano che c’era sotto ben altro.

Testimone il fatto che per diversi mesi il suo posto rimase vacante e solo alla ripresa autunnale venne nominato assessore L. Palazzolo della componente riottosa del PD, lasciando intendere che le questioni divisive (metri cubi) fossero superate. E così l’iter del PGT , atto lungamente più importante per qualsiasi amministrazione locale, riprese vigore e slancio avviandosi verso l’adozione.

Furono perciò rivisti diversi e importanti aspetti della prima scandalosa stesura, anche a causa delle nostre osservazioni (che pur scarsamente considerate hanno il merito di aver rallentato il treno in corsa) e sicuramente per il migliaio di firme da noi raccolte tra i cittadini senaghesi “contro il consumo di suolo vergine e per un censimento urbanistico”, che accertasse la reale esigenza del nostro comune alla edificazione di nuove case e capannoni (alla luce del fatto che Senago ha oltre un migliaio di abitazioni e capannoni sfitti e vuoti a causa della terribile crisi epocale che sta attanagliando oramai da diversi anni la nostra nazione).

Cosi come prevede la legge regionale n°12/2005 vennero organizzate, a cavallo tra ottobre e novembre 2013, 5 serate (organizzate e pubblicizzate in modo tale che partecipasse meno cittadinanza possibile) nei vari ambiti territoriali della nostra città, dove veniva esposta la proposta di adozione del P.G.T.   Queste serate videro i garanti del nuovo equilibrio raggiunto, il Sindaco Fois e l’assessore L. Palazzolo, difendere da mattatori, la bontà delle scelte fatte, mentre solo noi come forza politica, contestammo tutti gli aspetti critici di quel piano.

Non ultimo ponemmo, in tutte le serate, anche la domanda se fossero presenti o meno le vasche di laminazione sul Documento di Piano. Il sindaco, non smentito dall’assessore, sosteneva che anche se non si vedevano, le vasche c’erano e lo testimoniava il tipo di retinatura sul disegno in corrispondenza dell’area prevista per le vasche. Sembrava che la relazione sentimentale all’interno della giunta fosse tornata serena e pacifica.

Ma ecco l’ennesimo colpo di scena, a 4 giorni dal Consiglio Comunale del 17/12/2013: vengono modificati i documenti di piano e d’amble, compaiono le vasche di laminazione. Il giocattolo si inceppa un’altra volta, testimone il fatto che durante il C.C. il sindaco Fois con un gesto d’imperio licenzia in presa diretta il neo assessore L. Palazzolo e l’assessore al bilancio M. Interdonato che hanno osato criticare l’iniziativa. Da quel momento l’inserimento delle vasche sui documenti diventa il “PRETESTO POLITICO” di lotta partitica.

Tutto il resto del PGT, dove è previsto lo scempio del territorio, sembra non conti più nulla, così come la sonora bocciatura sia della Provincia di Milano, attraverso l’approvazione del PTCP, avvenuta il 17/12/2013 con delibera di Consiglio Provinciale n.93, che trasforma la zona sud di Senago in “AREA AGRICOLA STRATEGICA” e sia, successivamente, la bocciatura della regione Lombardia attraverso le osservazioni al PGT.

A questo punto non rimane altro da fare, alla nostra lungimirante giunta, che adeguarsi in toto al PTCP stravolgendo completamente il PGT adottato.

Questo provoca inoltre il ricorso al TAR della giunta di Senago contro la Provincia e il PTCP approvato, con l’utilizzo di soldi pubblici (5.800 € per cominciare) di tutti i cittadini contro un atto della Provincia, a nostro parere legittimo, lungimirante e di salvaguardia del nostro territorio. Cosi come l’opporsi al ricorso del comune di Bollate alla Presidenza della Repubblica contro la cittadella produttiva AT4 (in realtà centro di stoccaggio e recupero materiali anche tossico nocivi).
Anche qui a Senago hanno imparato a giocare con la semantica.

Che vincano o che perdano i ricorsi, poco gli importa: comunque vada pagheranno i senaghesi.

Perché non spiegano pubblicamente alla cittadinanza il “loro” punto di vista su “questi ricorsi” ???
Perché non organizzano almeno una serata pubblica per informare i senaghesi???

 

Dopo il licenziamento dei due assessori del PD, passarono altri mesi affinché la giunta potesse considerarsi al completo. Infatti a fine anno fu in fretta e furia nominata assessore la “Foglia di Fico” M. Tartagni (richiamato l’articolo 30 dello Statuto Comunale laddove stabilisce che il numero degli Assessori non debba essere inferiore a 4, né superiore al numero massimo consentito dalla legge) mentre solo l’1 Aprile 2014 (che coincidenza!!) venne nominato assessore D. Silipigni alle “varie ed eventuali”. Le deleghe di sostanza in pratica rimangono ancora oggi in capo al padre padrone della Giunta, ovvero il Sindaco Fois, che nel frattempo migra da SEL (lista con cui si è presentato alle elezioni) al PD. Ma guarda un po’ che caso!

 

Da quel momento si perpetua una strisciante lotta intestina all’interno della maggioranza, dove due Consiglieri della parte soccombente del PD (G. Pepe e D. Batticciotto) , conducono una strisciante e sotterranea lotta contro la giunta da loro sostenuta, fino al momento clou della tre giorni di approvazione del PGT, dove i due consiglieri sono dati per dispersi, ovvero non partecipano ai lavori.

Ma non è finita qui, il Consiglio Comunale di approvazione si caratterizza per la costante polemica sull’inserimento delle Vasche di Laminazione nel Documento di Piano, nascondendo di fatto i reali motivi politici e di interesse che hanno determinato la frattura.

La serata si caratterizza anche con l’ultima polpetta avvelenata servita al Sindaco dal suo precedente gruppo di appartenenza SEL: la presidente del Consiglio Comunale e consigliere di SEL C. Bassoli si astiene dalla votazione finale, creando di fatto il caso politico più grosso, già sopraccitato: Il PGT è stato approvato con il voto favorevole di meno della metà dei componenti del Consiglio e aventi diritto al voto… 8 su 17.

I prossimi mesi vedranno lo svolgersi della resa dei conti all’interno del PD e successivamente, se la spuntasse l’anima contrapposta, con il resto della maggioranza ovvero Insieme per Senago (i veri padroni della ferriera) e SEL o ciò che ne rimane, da non escludersi una fine anticipata della Legislatura con, speriamo, conseguenti elezioni anticipate.

A riveder le stelle!!!!!!

 

MoVimento 5 Stelle Senago

 

 

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