Vasche di laminazione: la nostra interpellanza urgente alla Camera dei Deputati


                                                                                                                                                 (il video  dell’interpellanza)

 

Al Ministro dell’Ambiente, per sapere, premesso che:

il rischio idrogeologico è divenuto una perdurante emergenza nazionale, corroborata da dati statistici, analisi scientifiche e dal verificarsi di gravi eventi destinati a ripetersi con allarmante ricorrenza;

è sufficiente esaminare le aree che circondano gli alvei fluviali per rendersi conto della crescente occupazione delle zone di espansione naturale dei corsi d’acqua con abitazioni, insediamenti industriali, produttivi e commerciali e attività agricole e zootecniche;

la progressiva urbanizzazione e l’impermeabilizzazione di tutte quelle aree dove un fiume in caso di piena può espandersi liberamente hanno presentato e rappresentano una delle principali cause del dissesto idrogeologico italiano;

purtroppo, frequentemente gli interventi di difesa idraulica continuano a seguire filosofie tanto vecchie quanto evidentemente inefficaci: in molti casi vengono realizzati argini senza un serio studio sull’impatto che possono portare a valle, vengono cementificati gli alvei e alterate le dinamiche naturali dei fiumi; soprattutto, troppo spesso le opere di messa in sicurezza si trasformano in alibi per continuare a costruire;

in Lombardia, nella giornata del 12 novembre 2014, il fiume Seveso è nuovamente esondato creando panico tra gli abitanti delle aree attraversate dal fiume, causando danni a immobili, negozi, uffici, scantinati e trascinando le proprie acque inquinate nelle aree abitate fino ad una stazione ferroviaria; per fronteggiare tale emergenza sono stati programmati degli interventi di sicurezza idraulica che prevedono la realizzazione di grandi opere idrauliche fortemente impattanti sul territorio, quali per esempio le vasche di laminazione presso il comune di Senago o presso il parco nord Milano, anziché interventi contenuti e diffusi per la regimentazione ed il disinquinamento del fiume; la vasca di laminazione è un’opera idraulica volta alla realizzazione di un ampio bacino scavato in profondità per permettere il contenimento delle acque che, in caso di piena, il fiume non è in grado di contenere nel suo alveo;

in Campania, nell’ambito degli interventi del Governo ricompresi nel grande progetto per il completamento della riqualificazione e recupero del fiume Sarno, è stata prevista la realizzazione di vasche di laminazione, con il rischio che la miscela di acqua, detriti e sostanze inquinanti trascinata fuori dal letto del fiume venga trattenuta nelle vasche di laminazione e lasciata a ristagnare nelle vasche in prossimità di aree coltivate;

ai considerevoli impatti ambientali di realizzazione dell’opera si sommano le elevate criticità strutturali e di gestione di tali impianti che si traducono in ulteriori esternalità negative di rilevante impatto per l’ambiente, la tutela della biodiversità e della salute dei cittadini: ulteriore consumo di suolo in zone a destinazione agricola, ristagno e accumulazione di inquinanti nella vasche di laminazione, per lo più situate a ridosso di aree coltivate, potenziale alterazione di habitat ed ecosistemi, interferenze con le acque di falda e altro;

sotto il profilo funzionale si tratta di interventi volti ad arginare situazioni emergenziali di piena che, pur richiedendo consistenti e costosi interventi di manutenzione, sono estranei ad una prospettiva di gestione programmata e monitorata dei fenomeni alluvionali che dovrebbe, invece, essere perseguita attraverso interventi strutturali alternativi più efficaci — che riguardino il sistema fognario, la rete degli impianti di depurazione delle acque, la manutenzione ordinaria e straordinaria del reticolo idrografico esistente, la prevenzione degli scarichi abusivi attraverso il capillare esercizio dei poteri di vigilanza e sanzione — tali da consentire un graduale processo di rinaturalizzazione dei torrenti, nel rispetto del principio di invarianza idraulica;

le vasche di laminazione sono opere consistenti che richiedono elevati costi di realizzazione e di manutenzione, per appalti che diventano facile appannaggio di grandi aziende, spesso in forma di associazioni temporanee di imprese, rischiando di ledere i principi della concorrenza e della correttezza nelle procedure di affidamento dei lavori;

 

se il Governo non ritenga necessario adottare ogni iniziativa utile, anche normativa, affinché nelle aree ad alto rischio di dissesto idrogeologico siano posti in essere piani di manutenzione ordinaria degli alvei fluviali, provvedendo ad una corretta applicazione del principio di invarianza idraulica nel territorio circostante e qualora si debba optare per la residuale soluzione delle vasche di laminazione, stabilire delle linee guida con le quali, in ogni caso, prevedere:

a) il divieto di costruzione delle vasche in terreni agricoli, aree protette e aree verdi non impermeabilizzate;

b) la localizzazione delle opere in via prioritaria su terreni da bonificare o già impermeabilizzati;

c) la previsione che le vasche di laminazione siano realizzate esclusivamente in collegamento con corsi fluviali che rispettano la normativa europea sulla qualità delle acque fluviali;

d) la previsione che, a seguito di contaminazione delle falde acquifere a causa del malfunzionamento delle vasche, i costi di bonifica siano posti a carico delle aziende aggiudicatrici degli appalti;

e)  la previsione che siano stipulate dalle aziende polizze fideiussorie, per questi interventi, tali da coprire il possibile rischio ambientale derivante dal malfunzionamento delle opere stesse per almeno 15 anni.

 

De Rosa, Micillo, Busto, Daga, Mannino, Terzoni, Zolezzi, Vignaroli, Spessotto, Cozzolino, Toninelli, Dadone, Dieni, D’Ambrosio, Nuti, Ferraresi, Bonafede, Businarolo, Agostinelli, Colletti, Sarti, Simone Valente, Marzana, Brescia, D’Uva, Di Benedetto, Luigi Gallo, Vacca, Paolo Nicolò Romano, Cominardi, Dall’Osso, Rizzo, Tofalo.

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MoVimento 5 Stelle Senago

 

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