Aggiornamento situazione rifugio “IL COLIBRI’ E IL GATTACCIO”


Gatti, conigli, tartarughe, cornacchie
Il rifugio di Titti rischia lo sfratto

Da vent’anni si occupa degli animali abbandonati di Senago

(Nicola Vaglia)(Nicola Vaglia)

MILANO – Titti e i suoi animali rischiano di rimanere senza casa. La storia di Titti e dell’associazione «Il colibrì e il gattaccio» che da vent’anni si occupa degli animali abbandonati di Senago rimbalza su internet.

IL RIFUGIO DI TITTI – Titti Pignata, 46 anni, animalista da sempre, in un rifugio che più precario non si può, in via Isolino, alla periferia della cittadina, ospita quaranta gatti, sei conigli, dieci tartarughe d’acqua, qualche topolino di laboratorio, cornacchie raccolte per strada, perché ferite, cinque porcellini d’India. Per tutti la tappa nei container/casette è una soluzione transitoria, in attesa di adozione. Ma il rifugio, realizzato su un terreno privato per concessione dei proprietari, in attesa di edificare un nuovo quartiere, ora sembra non avere futuro. Il Comune, che non ha un canile municipale, ha scelto infatti di delegare la funzione di accalappiamento e detenzione di cani vaganti ad una struttura di Limbiate, accantonando per questo voce nel bilancio 40 mila euro.

Il rifugio di Titti

Il rifugio di Titti     Il rifugio di Titti     Il rifugio di Titti     Il rifugio di Titti     Il rifugio di Titti

LA RICERCA DI UNA SOLUZIONE – «Ho proposto al sindaco di trovare un’area e realizzare i box. Gli animali li curo io, gratis. Come faccio da vent’anni», spiega Titti. «Nel ’92, quando cominciai ad occuparmi degli animali abbandonati nel mio comune – conclude –, fu il vicesindaco dell’epoca ad intercedere con i privati, proprietari dell’area di via Isolino i quali, gratis, ospitarono il rifugio. Doveva trattarsi di una soluzione di pochi mesi, in attesa di trovare una collocazione definitiva. Sono trascorsi 18 anni». I container dove Titti cura gli animali feriti al momento sono parcheggiati ai margini di un ex campo sportivo, abbandonato. Area che sarà ceduta dai proprietari dei terreni di via Isolino al Comune come oneri di urbanizzazione. Perché non trovare spazio per il Rifugio? Lo chiedono in molti al sindaco, ricordando nelle mail la dichiarazione universale dei Diritti dell’Animale, proclamata dall’Unesco nel 1978 («ogni animale della terra ha diritto a rispetto, considerazione, cure e protezione da aprte dell’uomo»), non solo i consiglieri del Movimento 5 stelle, Vivere Senago e della Lega Nord che sul tema hanno già presentato interrogazioni.

http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/12_luglio_8/citta-animali-rifugio-senago-201922316831.shtml

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