Lettera di un nostro attivista


Gentile Assessore Campagner,

Domenica scorsa, insieme ad un gruppo di volontari abbiamo aderito all’iniziativa Puliamo il Mondo 2012 promossa da Lega ambiente. Purtroppo il Comune di Senago non ha aderito ufficialmente (occasione persa!) – tuttavia va riconosciuta la piena collaborazione e il patrocinio del Suo Ufficio – e allora come privati cittadini ci siamo aggregati al Comitato Senago Sostenibile.

Eravamo due gruppetti: gente rivoluzionaria, armata di sacchi neri, guanti, cappellini e pettorine.

Nel nostro gruppo eravamo in cinque (non cinquanta), tra i quali mia moglie (che pochi mesi fa è diventata cittadina italiana giurando lealtà all’Italia e alle sue istituzioni, proprio  davanti al Sindaco Fois) e nostro figlio di cinque anni. Abbiamo pulito la via comunale Benedetto Croce, una strada lunga circa un chilometro. Abbiamo raccolto circa 50 (non cinque) sacchi della spazzatura. C’era di tutto.

Molti di quei sacchi erano lì, sulla strada, talvolta appena dietro un arbusto, o sotto l’erba. Bastava guardare per vederli. Molti – lo si capiva bene – erano lì da parecchio tempo. Non erano invisibili. Si d’accordo alcuni sacchetti erano in plastica trasparente, facilmente mimetizzabili,  ma altri erano colorati, gialli, neri, a pois.

Comunque il motivo di questa mia missiva è il seguente:

Com’è possibile che cinque cittadini normali, non super eroi –  le assicuro che non c’era Superman, Wonder Woman, Spiderman e neppure Batman: neanche quella brutta  copia nostrana – in circa tre ore hanno raccolto, in una strada di un solo chilometro, cinquanta sacchi se tutte le settimane passano gli addetti della nettezza urbana per raccogliere quanto la stupidità umana abbandona lungo il ciglio delle strade?

Questo servizio di raccolta è forse svolto da personale ipovedente?

Ci sono forse oscure motivazioni spirituali o addirittura trame eversive che impediscono agli addetti della pulizia di raccogliere quanto è visibile da un qualunque normo vedente?

Certo, so bene che non è Sua la colpa. Però la prego vivamente di intervenire presso la società che si occupa del servizio di nettezza urbana. E’ vergognoso!

In tutto questo però c’è una buona notizia. Mi riferisco cioè al fatto che essi potranno presto riscattarsi – se lo vorranno – perchè nel ciglio, sotto i rovi, questi si ben nascosti dalla vegetazione, sono rimasti ancora un’altra cinquantina di sacchi pieni di porcheria. E poi c’è sempre la Via per Cesate: la percorra tutta, fino al confine comunale, magari in bicicletta. Attento però è pericolosa!

Altrimenti non fa niente. L’anno prossimo, quando spero il Comune aderirà ufficialmente all’iniziativa, ci organizzeremo meglio e puliremo noi. Mio figlio allora avrà già sei anni.

Buon lavoro a lei e a tutti gli uomini di buona volontà.

Con sincera cordialità.

Dott. Mirco Trabuio

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