Tribune via per Cesate: il mondo alla rovescia


In merito alla vicenda “Tribune baseball” sulla quale Sindaco e vari tifosi politici, anche insultando, si sono espressi nei giorni scorsi, non rinneghiamo nel modo più assoluto il nostro controllo nel procedimento e quello che pensiamo di questa assurda vicenda.

Controllo che ha portato la Soprintendenza dei Beni Culturali (non certamente noi) ad accertare l’abuso edilizio con successiva richiesta di abbattimento.

La sentenza del Consiglio di Stato (non del Presidente Sergio Mattarella in persona come invece crede erroneamente il nostro Sindaco) ha accettato il ricorso di non abbattimento, respingendo la richiesta della Soprintendenza (non la nostra) per alcune lacune nella presentazione delle loro motivazioni.

Ribadiamo che all’interno del Parco delle Groane qualsiasi costruzione in cemento risulta palesemente in contrasto con il territorio, con un impatto ambientale evidente in una zona tanto preziosa quanto delicata.

Ma in questo caso rappresentano addirittura un conclamato abuso edilizio realizzato dall’Amministrazione Comunale precedente (con le allora opposizioni in assoluto silenzio! Guarda il caso).

Come abbiamo da sempre sostenuto bastava rifare da subito nuove tribune amovibili immediatamente fruibili da spettatori e cittadini e tanti soldi pubblici si sarebbero risparmiati (compresi quelli per i legali di ricorsi su ricorsi). A beneficio di tutti, società sportive incluse. Insomma interventi che sportivi e cittadini dovevano pretendere dalla politica fin da subito.

E invece no. Si è preferito strumentalmente accusarci di essere contro il baseball (perché mai?) e non semmai di essere a difesa della legalità e della correttezza dei procedimenti (nostra prerogativa).

Le tribune odierne sono state costruite senza la documentazione e i permessi necessari e quindi, nonostante questa sentenza, rimarranno sempre il simbolo della malagestione e malapolitica comunale. Quella che noi da sempre combattiamo.

Oggi ogni Senaghese sa perfettamente che a colpi di ricorsi un qualsiasi abuso edilizio, perpetrato addirittura da un’ amministrazione comunale, può non essere abbattuto e i responsabili come al solito farla franca. Dalla stessa amministrazione che poi sanziona i cittadini quando questi non rispettano le più semplici regole.

Con questo atteggiamento, troppo diffuso in Italia , tutti possono sentirsi in diritto di costruire senza permessi per poi sperare in una sentenza positiva. E purtroppo a Senago di esempi simili ne abbiamo tantissimi.

Il cambiamento che tanto si sbandierava in campagna elettorale di sicuro sarebbe stato tutt’altra cosa. Il fatto che si gioisca di averla fatta franca a livello burocratico non appare una vittoria per una comunità. Ma dopotutto questa amministrazione aveva già cambiato idea sull’abbattimento della villa abusiva di via Farini e rifiutandosi addirittura, come parte lesa, di costituirsi parte civile sulla vicenda box abusivi di via Londra.

Altro che invio dei faldoni alla Procura sugli errori passati. Qui sembra che l’errore l’abbia commesso chi ha evidenziato un illecito e la Soprintendenza che l’ha accertato e non chi l’ha realmente eseguito.

E’ sempre più evidente che a Senago una vera opposizione e un vero controllo non c’è mai stato, ma probabilmente soltanto un guardarsi le spalle a vicenda . Il nostro impegno per la salvaguardia ambientale e del nostro territorio, già sotto fortissimo attacco, continuerà senza sosta, insieme a quello di tanti comuni cittadini apolitici che in questi anni, anche attraverso i social, denunciano senza più paura.

M5s Senago